Semina delle patate

Semina delle patate

Al primo spiraglio di sole utile il nostro Marco esce per seminare le patate a cui dedichiamo un bel po’ di spazion del nostro organismo, aspettando tante belle feste per friggerle!

Legatura delle piantine e sarchiatura manuale in serra

Legatura delle piantine e sarchiatura manuale in serra

Pronti per le foto? Cheese 

Prima legatura dei pomodori e prima sarchiatura manuale!
Oggi sono arrivati filo e clip biodegradabili: le piante vengono legate ai fili e fatte crescere seguendo tutte la stessa direzione così le altre operazioni saranno più semplici. Il materiale biodegradabile ci aiuta ad evitare scarti inquinanti.
Nelle foto, oltre alla legatura, vedete la sarchiatura manuale con lama: in campo aperto questa delicata operazione viene effettuata con trattore e lama. Quest’ultima alza il terreno di quel tanto che basta perché le radici delle plantule delle erbe spontanee non riescano a radicare e si secchino. Le plantule non devono essere più grandi di 1 cm altrimenti le radici sono già sviluppate e riescono a radicarsi nuovamente. In serra non è possibile col trattore e allora si usano degli attrezzi manuali.

Ravanelli: ci siamo quasi

Ravanelli: ci siamo quasi

Pochi giorni ancora e poi inizieremo la raccolta dei primi ravanelli in serra. Non si può sentire dallo schermo del computer, ma vi assicuriamo che sono profumatissimi!

Trapianti in serra

Trapianti in serra

Piantate le piantine che abiteranno la serra questo 2018!
Nella nostra serra un piccolo spazio è dedicato a cicli di ravanelli, spinaci, lattughe e carote. La coltivazione in serra permette una minima anticipazione nella produzione.
Il grosso della produzione, invece, è stato trapiantato nelle settimane scorse e sono: pomodori, peperoni, melanzane e cetrioli. Queste ultime colture richiedono la costante mano dell’uomo che ne deve dirigere il portamento in modo ordinato con operazioni colturali settimanali costanti per tutta la durata della vita delle piante. Sono tappe importanti –un po’ come per il Giro d’Italia- e mano a mano ve le illustreremo.

Nevica!

Nevica!

Nevica: raccolta porro ferma per oggi.
I nostri baldi raccoglitori ci hanno provato ma alla fine si sono dovuti arrendere ❄️❄️❄️

(in foto Matteo, Abderrahim, Federico, courtesy of Marco)

Radicchio tardivo di Cortellazzo

Radicchio tardivo di Cortellazzo

Tanto si lavora quanto è buono!

Il radicchio tardivo che coltiviamo a Cortellazzo per diventare così come si presenta al pubblico deve in realtà subire una serie di processi frutto di antica esperienza. Viene coltivato in campo aperto e quando è pronto viene sottoposto a forzatura e imbianchimento: si raccoglie, si inserisce in casse di modo che le piante strette tra loro non possano rimanere aperte come in campo e si mette in vasche d’acqua leggermente corrente e possibilmente al coperto. Così all’interno di ogni pianta si sviluppano le nuove foglioline, il cuore che poi diventerà croccante e dal colore rosso proprio perché si è sviluppato all’interno delle vecchie foglie senza luce e al tepore da loro mantenuto.

Una volta pronto viene prelevato dalle vasche; l’acqua lo appesantisce e aumenta il lavoro di chi lo deve lavorare. Le foglie esterne vengono tolte, la radice viene tagliata e formata e infine il radicchio viene lavato: ed ecco a voi il nostro pregiatissimo radicchio tardivo di Cortellazzo.